Caso clinico : La storia di Luciano

Caso clinico : La storia di Luciano

Caso Clinico di successo: la storia di Luciano 

 

Luciano, 38 anni

Soffro di mal di testa  dall’eta’ di 15 anni.

Il decorso di questi anni è stato un’alternarsi di giornate piene di carica a giornate buie dove il dolore intenso e protratto assumeva carattere invalidante.

L’unico “rimedio” era l’assunzione di farmaci dapprima antidolorifici da banco di tutti i tipi , poi  farmaci specifici prescritti da centri specializzati.

Dopo tanti anni trascorsi a combattere contro questo disturbo assumendo sistematicamente farmaci, non senza effetti collaterali , con ferma convinzione  posso affermare che il prezzo pagato in questi anni è stato molto caro.

Solo chi soffre di mal di testa può capire fino in fondo quante rinunce e quante limitazioni porta questa patologia.

Quando ormai la rassegnazione aveva preso il sopravvento è arrivata la svolta.

Mi sono recato in un centro fisioterapico, dove il punto di riferimento è il Dottor Lorenzo Rossi, per curare con successo  una forte sciatalgia attraverso un percorso mirato.

Durante la terapia e dopo avergli parlato del mio mal di testa è stato lui stesso ad informarmi per la prima volta di una nuova tecnica di approccio nuovo a questa patologia.  Mi sono affidato alle sue mani.

Mi sono sottoposto a questa terapia mirata di solo 6 sedute… i risultati sono stati sorprendenti!… sono passato da una media di 11/12 attacchi al mese, dove era d’obbligo assumere farmaci, a 2/3 attacchi al mese dove il più delle volte è un dolore tollerabile che non necessita di interventi.

Per mantenere  ottimi risultati a lungo termine è indispensabile seguire una tabella di marcia personalizzata prescritta dal fisioterapista che consiste in semplici ma indispensabili esercizi da fare tranquillamente a casa con costanza.

Questa è la mia testimonianza di un trattamento molto efficace per il mal di testa sperando nel mio piccolo di poter aiutare quante più persone possibili che si trovano nella mia stessa situazione a vedere che c’è una luce in fondo al tunnel.

 

Se soffri degli stessi sintomi e problematiche contattaci subito al 3474964555 e ci occuperemo di te con una terapia personalizzata ed efficace.

 

 

 

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Sintomi e cura delle vertigini cervicali

Sintomi e cura delle vertigini cervicali

 

Le vertigini cervicali sono un tipo di vertigine che deriva, in parte, da una certa postura o movimento del collo.

Le persone con vertigini cervicali di solito lamentano vertigini aggravate dai movimenti della testa accompagnati da dolore alla cervicale e mal di testa. Una persona può sentirsi come se il mondo ruotasse attorno a sè, come se stesse girando, pur stando ferma.

Una persona con vertigini cervicali può presentare i seguenti sintomi :

 

  • perdita di coordinazione
  • perdita di equilibrio
  • mal di testa
  • mal d’orecchio
  • ronzio nelle orecchie
  • nausea
  • vomito
  • difficoltà di concentrazione

Le cause di vertigini possono essere diverse e il disturbo può essere causato da diverse strutture anatomiche. L’origine dei sintomi può essere dovuto a:

 

  • Le vertebre della cervicale e le strutture nervose ad esse connesse
  • Problema alla bocca e all’articolazione temporo-mandibolare (Disturbo alla motilità oculare)
  • Tensione muscolare della zona cervicale, della testa (es. muscolo sternocleidomastoideo) e delle spalle
  • Problemi all’orecchio interno Otoliti (sassolini di ossalato di calcio che si formano nell’orecchio interno)
  • Disturbi del sistema nervoso centrale e periferico
  • Ansia, stress, depressione
  • Alterazione del flusso sanguigno che porta il sangue alla testa e al cervello

 

Il trattamento delle vertigini cervicali è strettamente legato alla causa scatenante e va dal trattamento farmacologico fino ad arrivare all’intervento chirurgico (es.chirurgia dell’orecchio).

Il fisioterapista dopo un’attenta valutazione clinica è il professionista sanitario in grado di trattare tutte le problematiche relative alle problematiche di natura neuro-muscoloscheletriche. Un trattamento fisioterapico può includere diverse fasi terapeutiche in particolare nei quadri clinici più complessi in cui le vertigini sono anche associate alla cefalea ad altri dolori cervicali, disturbi dell’equilibrio, dell’attività vestibolare o del sistema oculomotorio.

 

Piano terapeutico può includere:

 

  • Terapia manuale per il recupero delle restrizioni articolare delle vertebre cervicali, dell’ articolazione temporo mandibolare.
  • Terapia mio-fasciale per il trattamento dei muscoli e fascia che generano i disturbi
  • Laserterapia per ridurre il dolore e l’infiammazione delle strutture coinvolte nel quadro clinico.
  • Riabilitazione propriocettiva per il ripristino dell’equilibrio
  • Pompage per allentare la tensione delle strutture
  • Esercizio o allenamento terapeutico

 

Prevenire la vertigine cervicale non è spesso possibile ma alcune abitudini ed esercizi possono aiutare a prevenire alcune cause. Ad esempio, l’esercizio dei muscoli del collo per migliore il reclutamento muscolare e ridurre la pressione nelle zone di maggior carico. Quando si è seduti, mantenere la testa, le spalle e la colonna vertebrale allineate può ridurre la pressione nel collo ed evitare l’usura delle strutture delicate. Il fisioterapista può aiutarti attraverso esercizi di rieducazione posturale specifici per il tuo caso.

Per saperne di più leggi l’articolo completo  :

https://www.fisioterapiaitalia.com/blog/vertigini-cervicali/

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Vertigini di origine cervicale

Vertigini di origine cervicale

Le vertigini, insieme alla lombalgia, all’emicrania, e al dolore al collo sono una delle principali cause per cui i pazienti si recano dal medico di base. Questa condizione infatti ha un’incidenza del 7% sulla popolazione, e raggiunge il 45% nelle persone con un’età superiore ai 50 anni. Le cause possono riguardare il sistema nervoso centrale, il sistema vestibolare, problematiche di carattere infiammatorio, e anche disfunzioni di movimento del tratto cervicale, come nel caso della sindrome cervicale pseudo vertiginosa, in cui l’aspetto biomeccanico gioca un ruolo rilevante.

Alcune delle cause più frequenti possono essere:

 

  • Alterazioni e patologie riguardanti il sistema nervoso autonomo;
  • Problematiche cardiocircolatorie;
  • Disfunzioni del tratto cervicale, soprattutto nei segmenti alti da C0 a C3;
  • Problematiche al sistema nervoso centrale;
  • Alterazioni del movimento oculare;
  • Patologie del sistema vestibolare come la Sindrome di Meniere, le labirintiti, la V.P.B.P.;
  • Traumi cranici e del tratto cervicale;
  • Insufficienza dell’arteria vertebrale;

Spesso i pazienti che soffrono di vertigini  si esprimono con espressioni tipo: “oddio!! mi sento girare tutto”, “ho difficoltà a stare in piedi, seduto va un po’ meglio”, “se guardo verso l’alto e poi riabbasso lo sguardo mi inizia a girare la testa”.

I sintomi che comunemente accompagnano le vertigini:

 

  • Dolori al tratto cervicale;
  • Sensazione di nausea;
  • Alterazione dell’equilibrio da fermo e al movimento, spesso esacerbati quando si è al buio;
  • Alterazioni del movimento del tratto cervicale: limitazione dell’estensione, difficoltà nella rotazione…
  • Mal di testa;
  • Sensazione di pesantezza della testa e del collo;
  • Alterazioni della vista: visione offuscata.

 

 

In caso di vertigini il fisioterapista valuterà qual è la struttura alterata, elaborando il piano terapeutico che nel minor tempo possa garantire il massimo dei benefici al paziente. Ogni paziente, presenterà una forma di disfunzione specifica, in termini di percezione del dolore e alterazione del movimento, alla quale consegue uno specifico percorso riabilitativo.

 

Nei cicli terapeutici per le vertigini, il fisioterapista si avvale di:

  1. Tecniche di rilascio miofasciale: mirate principalmente per aumentare la mobilità dei tessuti molli. Possono essere applicate manualmente o con l’ausilio di diversi accessori tra cui gli IASTM.
  2. Tecniche manuali di mobilizzazione: per aiutare il paziente a ripristinare il movimento fisiologico. Le tecniche possono essere condotte dal fisioterapista (tecniche passive) oppure essere applicate in correlazione a una mobilizzazione attiva del paziente.
  3. Esercizi terapeutici di stabilizzazione del tratto cervicale: che hanno lo scopo di migliorare il controllo motorio del collo, rinforzando i muscoli stabilizzatori e migliorandone la loro attivazione;
  4. Esercizi terapeutici visuo-motori e vestibolari;
  5. Posture, talvolta con ausili specifici, per migliorare la fisiologia articolare della colonna.

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https://www.fisioterapiaitalia.com/patologie/cervicale/vertigini-di-origine-cervicale/

 

 

 

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Ernia Cervicale

Ernia Cervicale

Il termine “ernia del disco” indica una condizione in cui, a seguito di importanti sollecitazioni il nucleo polposo fuoriesce dall’anulus fibroso.

Occorre distinguere la protrusione discale dall’ernia del disco :  la protrusione discale è una parziale fuoriuscita del disco dalla sua normale sede anatomica , l’ernia del disco è la fuoriuscita del nucleo polposo dall’anello fibroso.

I traumi cervicali costituiscono la principale causa di ernia cervicale; tra questi ricordiamo: aumento dei carichi sul rachide, colpo di frusta, inclinazione delle vertebre, indebolimento del disco causato dall’invecchiamento, artrosi cervicale.

Il sintomo principale dell’ernia cervicale è il dolore al collo (cervicalgia), che può irradiarsi lungo il braccio (brachialgia).

L’ernia cervicale è spesso molto dolorosa, tanto che il dolore può compromettere seriamente l’attività lavorativa del paziente che ne viene colpito: il soggetto, infatti, trova sollievo esclusivamente con il riposo, atteggiamento che, purtroppo, non sempre è corretto.

I segmenti cervicali più soggetti a sviluppare ernia discale sono i primi e gli ultimi, ossia C2-C3 e C5-C6 e C6-C7.

Uno dei motivi principali rientra nella posizione anatomo fisiologica di queste vertebre che trovandosi a confinare con segmenti rigidi come la cerniera C0-C1 e con il tratto dorsale, spesso si muovono più del dovuto, proprio per compensare al ridotto movimento dei distretti con cui confinano.

A questa condizione si associa anche una ridotta stabilità dal punto di vista muscolare e una diminuzione della mobilità dorsale che facilità l’instaurarsi di tale condizione.

La fisioterapia e la terapia manuale per l’ernia è ad oggi lo strumento migliore per trattare questa condizione. Il ciclo fisioterapico avrà l’obbiettivo di migliorare il movimento di tutta la colonna, la cui disfunzione è ritenuta una delle cause principali che hanno sviluppato l’ernia del disco.

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https://www.fisioterapiaitalia.com/patologie/cervicale/ernia-del-disco-cervicale/

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La Cervico-Brachialgia

La Cervico-Brachialgia

Cervicobrachialgia è il termine medico indicante una condizione responsabile di un dolore che si estende, tipicamente, dal tratto cervicale della colonna vertebrale (collo) fino alle estremità di uno (più comune) o entrambi (meno comune) gli arti superiori, passando per la cosiddetta cintura scapolare (o cingolo scapolare). Poiché in genere la cervicobrachialgia include, oltre al dolore, diversi altri sintomi, questa particolare condizione è detta anche sindrome cervico-brachiale. La cervicobrachialgia colpisce più frequentemente le persone che svolgono attività manuali in cui è prevista la ripetizione continua di certi gesti o movimenti. La cervicobrachialgia non è soltanto causa di dolore; infatti  è responsabile anche di: senso di rigidità, senso di intorpidimento, formicolio, debolezza muscolare e ridotto controllo dei muscoli. Una diagnosi accurata di cervicobrachialgia richiede: l’esame obiettivo, l’anamnesi e una serie di test strumentali, come per esempio la radiografia del torace, la risonanza magnetica nucleare della colonna vertebrale e l’elettromiografia. La terapia di base della cervicobrachialgia è di tipo conservativo e sintomatico. Quasi sempre si riesce a curare la cervicobrachialgia con un l’approccio conservativo e non invasivo della fisioterapia. Prima di effettuare qualsiasi tipo di manovra, il fisioterapista eseguirà un’attenta valutazione del caso in modo da poter stabilire il piano terapeutico più adatto per il paziente. Per saperne di più leggi l’articolo completo https://www.fisioterapiaitalia.com/patologie/cervicale/cervico-brachialgia/

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Patologie dell’ATM

Patologie dell’ATM

La parola ATM è un acronimo e significa Articolazione Temporo Mandibolare, poiché mette in comunicazione l’osso temporale del cranio con la mandibola.

È un’articolazione molto superficiale e per questo motivo facilmente palpabile, basta mettere le dita ai lati del volto in prossimità dell’orecchio, e poi aprire e chiudere la bocca.

L’articolazione temporo-mandibolare è tra le più complesse articolazioni del corpo: si apre e si chiude come una cerniera scivolando in avanti, indietro e lateralmente. Durante la masticazione è in grado di sopportare un’enorme pressione, a seconda della posizione e dello stato dei denti inferiori e superiori, che agiscono un po’ come un fermaporta per le articolazioni quando si chiudono. L’articolazione temporo-mandibolare racchiude una speciale cartilagine, detta disco. Il disco impedisce ai due capi articolari del cranio e della mascella di sfregare l’uno contro l’altro.

I disturbi temporo-mandibolari, denominati disturbi dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare, sono più frequenti nelle donne appena al di sopra dei 20 anni e in età compresa tra i 40 e i 50 anni.    I disturbi temporo-mandibolari sono caratterizzati da problemi delle articolazioni, dei muscoli e delle fasce di tessuto fibroso che li collegano (fascia).

I sintomi possono essere cefalea e indolenzimento dei muscoli masticatori oppure scatto sonoro delle articolazioni della mascella.

La causa del disturbo temporo-mandibolare è rappresentata dall’associazione di tensione muscolare e problemi anatomici delle articolazioni. A volte possono avere una componente psicologica. Il fatto di serrare e digrignare i denti (bruxismo), disturbi a livello di tutto il corpo (quali osteopenia o disturbi ossei genetici), infezioni, lesioni, disallineamento dei denti, denti mancanti e perfino la costante masticazione di gomme possono causare i sintomi. Le cause specifiche comprendono dolore e tensione muscolare, incoordinazione condilo-discale dell’articolazione temporo-mandibolare, artrite, anchilosi e ipermobilità.

Per saperne di più leggi l’articolo completo  https://www.fisioterapiaitalia.com/patologie/testa/patologie-delatm/ 

 

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