Dolori da postura

Dolori da postura

La postura è il modo in cui il nostro corpo si posiziona nello spazio circostante per reagire alla forza di gravità.

Esistono moltissime tipologie differenti di posture, che variano a seconda della posizione (in piedi, seduta, sdraiata), dal tipo di movimento che si sta eseguendo e dalla persona presa in esame.

Al giorno d’oggi, il tipo di vita che conduciamo più o meno tutti, molto sedentaria e con alto carico di stress ci porta spesso ad assumere forme posturali che non sono benefiche per il nostro organismo (pensiamo a quanto sono ancora più invalidanti in queste giornate chiusi in casa!).

Ovviamente se assumiamo una postura poco idonea al nostro organismo per molte ore al giorno, per molti giorni all’anno e per molti anni, inizialmente si potranno avere dolori occasionali ma a lungo andare porta a delle vere e proprie deformità articolari dalle quale è difficile uscirne, anzi talvolta è praticamente impossibile, basta pensare a molte persone anziane con la schiena curva e flessa in avanti.

sintomi di un’alterata postura del collo sono:

  • Mal di testa: possono essere dolori che dal collo si protraggono nella parte posteriore del cranio, oppure che sono riferiti in punti della testa come la fronte, o gli occhi dove ci sono alcuni punti di dolore riferito che derivano dal muscolo sternocleidomastoideo;
  • Vertigini: delle alterazioni posturali e di movimento del tratto cervicale, in particolare della parte alta, possono alterare alcune informazioni propriocettive che giugno al sistema nervoso centrale, che reagisce producendo vertigini e problemi di equilibrio;
  • Dolore locale: che è presente sia alla palpazione che al movimento.
  • Dolore irradiato nel tratto dorsale, ci sono dei punti trigger in prossimità delle scapole che derivano da problematiche del tratto cervicale;
  • Cervicobrachialgia: dolore che dal tratto cervicale si irradia lungo l’arto superiore, anche fino alla mano, nel territorio innervato da uno o da tutti i nervi del plesso brachiale.

Possibili cure

Per trattare questo tipo di condizioni è necessario che il fisioterapista esegua una valutazione iniziale in cui possa valutare a quale distretto appartenga quella determinata sintomatologia.

Una volta effettuata la valutazione il trattamento fisioterapico, per qualsiasi distretto della colonna, si compone di tre elementi:

  • Terapia manuale: esistono moltissime scuole differenti in Italia che spaziano dalla filosofia osteopatica alle scuole anglosassoni e/ australiane. Molti fisioterapisti oggi eseguono trattamenti integrati in cui utilizzano tecniche appartenenti a scuole differenti.
  • Mezzi fisici: laser, ultrasuoni, elettroterapiatecarterapia, pompa diamagnetica, interix, terapia con vibrazioni ecc…
  • Esercizi terapeutici: esercizi di allungamento, esercizi di rinforzo, esercizi di propriocezione, esercizi di equilibrio, ecc..

 

Come prevenire i dolori posturali

 

Le condizioni dolorose del tratto dorsale consistono in un dolore locale che può essere in un punto specifico oppure in un’area. Solitamente è unilaterale ma può a volte può irradiarsi fino in testa, sul braccio o lungo le coste.

Quelli del tratto lombare invece possono essere:

  • Dolore a fascia bilaterale: che solitamente è causato dal disco intervertebrale;
  • Dolore puntiforme: causato dalle faccette articolari o da una contrattura;
  • Dolore che si irradia lungo l’arto inferiore. Questa tipologia di sintomo può riguardare un trigger point, la lombosciatalgia o la lombocruralgia.
    La lombosciatalgia è data dal dolore in sede lombare che si irradia lungo la regione dell’arto inferiore innervata dal nervo sciatico che è quella postero laterale, mentre la lombocruralgia è data da dolore in sede lombare e irradiato lungo il distretto innervato dal nervo crurale, che sarebbe l’area anteriore della coscia. 

Non esiste un metodo miracoloso in grado di prevenire le condizioni dolorose date da un’alterazione posturale, ma sicuramente tanti piccoli accorgimenti.

Per prima cosa sarebbe bene andare dal tuo fisioterapista di fiducia per fare una valutazione di controllo e prendere consapevolezza del tipo di postura che assumi.

Dopo di che, una volta che sai su quali aspetti puoi migliorare, il fisioterapista ti saprà consigliare gli esercizi e le posture che fanno al tuo caso.

Ricordati sempre di mantenere le curve fisiologiche: se sei molte ore seduto in macchina o a lavoro utilizza un cuscino lombare da applicare dietro la schiena, quando vedi i messaggi al cellulare tira più su la mano in modo da non dove essere piegato troppo in avanti con la testa.

Tutto questo, se affiancato da un’attività sportiva regolare e da un regime alimentare sano ti aiuterà a mantenerti in ottime condizioni.

Per saperne di più leggi l’articolo completo  :

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Cervicale quando e come curarla…

Cervicale quando e come curarla…

 

Pur essendo un disturbo comune, l’infiammazione alla cervicale non è certo una cosa da poco. La mancata cura o comunque la sottovalutazione di alcuni sintomi legati alle patologie di questo distretto corporeo, infatti, potrebbero evolvere in conseguenze poco piacevoli.

Cosa significa dolore cervicale?

Avere un problema cervicale, significa essere affetti da un’infiammazione acuta delle vertebre cervicali, caratterizzata da forti rigidità, disturbi come tensioni muscolari o trigger point o avere disturbi ai nervi di questa zona del corpo, causati da compressione degli stessi, creati dalle strutture anatomiche vicine, come i dischi che si trovano tra le vertebre (protrusioni o ernie del disco), dalle strutture ossee (artrosi o stenosi).

Queste problematiche possono aumentare in maniera esponenziale la tensione dei muscoli che lavorando male usurano le vertebre, sino a trasformare il malessere in un disturbo cronico come l’artrosi, la discopatia e l’ernia.

Un fisioterapista specializzato attraverso una valutazione specifica può, individuare quale sono gli elementi clinici più rilevanti e programmare interventi riabilitativi efficaci, come la terapia manuale, l’esercizio terapeutico e/o la terapia fisica strumentale.

Il dolore cervicale e la nausea

La nausea è una sensazione di malessere generale non ben definita che si avverte tra faringe e stomaco nonché uno dei sintomi più fastidiosi attribuiti ai disturbi della cervicale anche se non sono sempre ben chiare le motivazioni della sua comparsa.

Questo può accadere principalmente per due motivazioni:

  • Eccessiva stimolazione del Nervo Vago (stimolazione eccessiva della muscolatura del collo e che può causare sudorazione e nausea);
  • Rigidità delle articolazioni cervicali

Anche le vertigini o la sensazione di sbandamento, possono essere spesso legate al tratto cervicale infiammato o che abbia qualche problema. In questi casi, successivamente ad una valutazione specifica e differenziata a cura del fisioterapista specializzato, si faranno trattamenti specifici.

Dormire bene per prevenire il dolore cervicale

La zona cervicale è una delle zone più soggette alla manifestazione del dolore sia durante il riposo che durante il risveglio poiché può essere soggetta a posizioni scorretta per lungo tempo, mettendo in tensione le varie strutture muscolari e articolari, creando il cosiddetto sovraccarico funzionale.

Come poter rimediare a questo problema? Esistono pensieri divergenti riferiti a questo argomento ma le soluzioni più utilizzate sono l’utilizzo di cuscini per la cervicale, e la scelta di dormire senza cuscino. La scelta del cuscino per la cervicale o di toglierlo completamente, è da fare insieme al proprio fisioterapista, infatti ogni quadro clinico è diverso dall’altro e quindi non esiste un cuscino cervicale che vada bene per tutti i casi.

Anche le persone senza disturbi possono valutare con il proprio fisioterapista quale è in modo migliore per dormire e quale materasso o cuscino è meglio utilizzare. Nel momento in cui compaiono i dolori durante il riposo, quindi, devono apparirci come un campanello di allarme: potrebbe essere presente, infatti, un problema muscolare e vertebrale.

In ogni caso il cuscino deve sorreggere, adattarsi al peso della testa e mantenere la testa in posizione neutra (allineata al resto del corpo, sia da supini che sdraiati su un fianco), mantenendo la percezione in una posizione media (né troppo alta né troppo bassa).

Inoltre è consigliato, soprattutto che chi soffre di problemi cervicali di dormire lateralmente o in posizione supina (a pancia in su).

 

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Sintomi e cura delle vertigini cervicali

Sintomi e cura delle vertigini cervicali

 

Le vertigini cervicali sono un tipo di vertigine che deriva, in parte, da una certa postura o movimento del collo.

Le persone con vertigini cervicali di solito lamentano vertigini aggravate dai movimenti della testa accompagnati da dolore alla cervicale e mal di testa. Una persona può sentirsi come se il mondo ruotasse attorno a sè, come se stesse girando, pur stando ferma.

Una persona con vertigini cervicali può presentare i seguenti sintomi :

 

  • perdita di coordinazione
  • perdita di equilibrio
  • mal di testa
  • mal d’orecchio
  • ronzio nelle orecchie
  • nausea
  • vomito
  • difficoltà di concentrazione

Le cause di vertigini possono essere diverse e il disturbo può essere causato da diverse strutture anatomiche. L’origine dei sintomi può essere dovuto a:

 

  • Le vertebre della cervicale e le strutture nervose ad esse connesse
  • Problema alla bocca e all’articolazione temporo-mandibolare (Disturbo alla motilità oculare)
  • Tensione muscolare della zona cervicale, della testa (es. muscolo sternocleidomastoideo) e delle spalle
  • Problemi all’orecchio interno Otoliti (sassolini di ossalato di calcio che si formano nell’orecchio interno)
  • Disturbi del sistema nervoso centrale e periferico
  • Ansia, stress, depressione
  • Alterazione del flusso sanguigno che porta il sangue alla testa e al cervello

 

Il trattamento delle vertigini cervicali è strettamente legato alla causa scatenante e va dal trattamento farmacologico fino ad arrivare all’intervento chirurgico (es.chirurgia dell’orecchio).

Il fisioterapista dopo un’attenta valutazione clinica è il professionista sanitario in grado di trattare tutte le problematiche relative alle problematiche di natura neuro-muscoloscheletriche. Un trattamento fisioterapico può includere diverse fasi terapeutiche in particolare nei quadri clinici più complessi in cui le vertigini sono anche associate alla cefalea ad altri dolori cervicali, disturbi dell’equilibrio, dell’attività vestibolare o del sistema oculomotorio.

 

Piano terapeutico può includere:

 

  • Terapia manuale per il recupero delle restrizioni articolare delle vertebre cervicali, dell’ articolazione temporo mandibolare.
  • Terapia mio-fasciale per il trattamento dei muscoli e fascia che generano i disturbi
  • Laserterapia per ridurre il dolore e l’infiammazione delle strutture coinvolte nel quadro clinico.
  • Riabilitazione propriocettiva per il ripristino dell’equilibrio
  • Pompage per allentare la tensione delle strutture
  • Esercizio o allenamento terapeutico

 

Prevenire la vertigine cervicale non è spesso possibile ma alcune abitudini ed esercizi possono aiutare a prevenire alcune cause. Ad esempio, l’esercizio dei muscoli del collo per migliore il reclutamento muscolare e ridurre la pressione nelle zone di maggior carico. Quando si è seduti, mantenere la testa, le spalle e la colonna vertebrale allineate può ridurre la pressione nel collo ed evitare l’usura delle strutture delicate. Il fisioterapista può aiutarti attraverso esercizi di rieducazione posturale specifici per il tuo caso.

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Vertigini di origine cervicale

Vertigini di origine cervicale

Le vertigini, insieme alla lombalgia, all’emicrania, e al dolore al collo sono una delle principali cause per cui i pazienti si recano dal medico di base. Questa condizione infatti ha un’incidenza del 7% sulla popolazione, e raggiunge il 45% nelle persone con un’età superiore ai 50 anni. Le cause possono riguardare il sistema nervoso centrale, il sistema vestibolare, problematiche di carattere infiammatorio, e anche disfunzioni di movimento del tratto cervicale, come nel caso della sindrome cervicale pseudo vertiginosa, in cui l’aspetto biomeccanico gioca un ruolo rilevante.

Alcune delle cause più frequenti possono essere:

 

  • Alterazioni e patologie riguardanti il sistema nervoso autonomo;
  • Problematiche cardiocircolatorie;
  • Disfunzioni del tratto cervicale, soprattutto nei segmenti alti da C0 a C3;
  • Problematiche al sistema nervoso centrale;
  • Alterazioni del movimento oculare;
  • Patologie del sistema vestibolare come la Sindrome di Meniere, le labirintiti, la V.P.B.P.;
  • Traumi cranici e del tratto cervicale;
  • Insufficienza dell’arteria vertebrale;

Spesso i pazienti che soffrono di vertigini  si esprimono con espressioni tipo: “oddio!! mi sento girare tutto”, “ho difficoltà a stare in piedi, seduto va un po’ meglio”, “se guardo verso l’alto e poi riabbasso lo sguardo mi inizia a girare la testa”.

I sintomi che comunemente accompagnano le vertigini:

 

  • Dolori al tratto cervicale;
  • Sensazione di nausea;
  • Alterazione dell’equilibrio da fermo e al movimento, spesso esacerbati quando si è al buio;
  • Alterazioni del movimento del tratto cervicale: limitazione dell’estensione, difficoltà nella rotazione…
  • Mal di testa;
  • Sensazione di pesantezza della testa e del collo;
  • Alterazioni della vista: visione offuscata.

 

 

In caso di vertigini il fisioterapista valuterà qual è la struttura alterata, elaborando il piano terapeutico che nel minor tempo possa garantire il massimo dei benefici al paziente. Ogni paziente, presenterà una forma di disfunzione specifica, in termini di percezione del dolore e alterazione del movimento, alla quale consegue uno specifico percorso riabilitativo.

 

Nei cicli terapeutici per le vertigini, il fisioterapista si avvale di:

  1. Tecniche di rilascio miofasciale: mirate principalmente per aumentare la mobilità dei tessuti molli. Possono essere applicate manualmente o con l’ausilio di diversi accessori tra cui gli IASTM.
  2. Tecniche manuali di mobilizzazione: per aiutare il paziente a ripristinare il movimento fisiologico. Le tecniche possono essere condotte dal fisioterapista (tecniche passive) oppure essere applicate in correlazione a una mobilizzazione attiva del paziente.
  3. Esercizi terapeutici di stabilizzazione del tratto cervicale: che hanno lo scopo di migliorare il controllo motorio del collo, rinforzando i muscoli stabilizzatori e migliorandone la loro attivazione;
  4. Esercizi terapeutici visuo-motori e vestibolari;
  5. Posture, talvolta con ausili specifici, per migliorare la fisiologia articolare della colonna.

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Ernia Cervicale

Ernia Cervicale

Il termine “ernia del disco” indica una condizione in cui, a seguito di importanti sollecitazioni il nucleo polposo fuoriesce dall’anulus fibroso.

Occorre distinguere la protrusione discale dall’ernia del disco :  la protrusione discale è una parziale fuoriuscita del disco dalla sua normale sede anatomica , l’ernia del disco è la fuoriuscita del nucleo polposo dall’anello fibroso.

I traumi cervicali costituiscono la principale causa di ernia cervicale; tra questi ricordiamo: aumento dei carichi sul rachide, colpo di frusta, inclinazione delle vertebre, indebolimento del disco causato dall’invecchiamento, artrosi cervicale.

Il sintomo principale dell’ernia cervicale è il dolore al collo (cervicalgia), che può irradiarsi lungo il braccio (brachialgia).

L’ernia cervicale è spesso molto dolorosa, tanto che il dolore può compromettere seriamente l’attività lavorativa del paziente che ne viene colpito: il soggetto, infatti, trova sollievo esclusivamente con il riposo, atteggiamento che, purtroppo, non sempre è corretto.

I segmenti cervicali più soggetti a sviluppare ernia discale sono i primi e gli ultimi, ossia C2-C3 e C5-C6 e C6-C7.

Uno dei motivi principali rientra nella posizione anatomo fisiologica di queste vertebre che trovandosi a confinare con segmenti rigidi come la cerniera C0-C1 e con il tratto dorsale, spesso si muovono più del dovuto, proprio per compensare al ridotto movimento dei distretti con cui confinano.

A questa condizione si associa anche una ridotta stabilità dal punto di vista muscolare e una diminuzione della mobilità dorsale che facilità l’instaurarsi di tale condizione.

La fisioterapia e la terapia manuale per l’ernia è ad oggi lo strumento migliore per trattare questa condizione. Il ciclo fisioterapico avrà l’obbiettivo di migliorare il movimento di tutta la colonna, la cui disfunzione è ritenuta una delle cause principali che hanno sviluppato l’ernia del disco.

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