Caso Clinico : riabilitazione da intervento alla schiena

Caso Clinico : riabilitazione da intervento alla schiena

 

Caso Clinico di successo: la storia di G.Garau 

 

 Il 03/07/2018 ho fatto un intervento di stabilizzazione della colonna per discopatia evoluta L4-L5 ed L5-S1.

 Un intervento non di poco conto: un intervento doloroso con la paura di tornare a camminare e a fare le cose che mi piacciono.  Mi sono recata nella struttura DiversaMente Benessere del Dott Lorenzo Rossi: non era la prima volta che mi affidavo a lui per i miei problemi.

Fisioterapista molto bravo non solo nella terapia motoria e manuale ma anche sul piano empatico, nel capire l’umore del paziente, pronto a spronarti, ad invogliarti e ad incoraggiarti!                                                                                                   

 Quando sono andata camminavo appena! Nel primo periodo ha trattato maggiormente il dolore; gradualmente mi ha fatto riacquistare la forza ed il controllo di tutta la colonna e l’equilibrio nel camminare; non pensavo che dopo l’intervento non avrei potuto più piegarmi in avanti, muovermi “liberamente” e ritornare piano piano alla normalità. 

Sono andata vari mesi…una volta a settimana: aumentava gli esercizi fino ad arrivare al traguardo desiderato con grande soddisfazione per entrambi. Il  Dott Rossi è molto bravo su tutti i fronti!  Non mi stancherò mai di ringraziarlo per quanto mi è stato di aiuto perché dopo l’intervento io dipendevo dagli altri…e questa cosa è una cosa che non ho mai sopportato!

 

 Se soffri degli stessi sintomi e problematiche contattaci subito al 3474964555 e ci occuperemo di te con una terapia personalizzata ed efficace.

 

 

 

 

 

 

 

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“Abbassatori, Rotatori e Core Stability”  nella riabilitazione della spalla

“Abbassatori, Rotatori e Core Stability” nella riabilitazione della spalla

La spalla, o meglio, “il complesso spalla” (complesso funzionale composto da 5 articolazioni, 26 muscoli motori principali, un sistema caspsulo-legamentoso ed altre strutture connesse), è un sistema che già in partenza soffre di una instabilità anatomo-funzionale, che, però, le garantisce la sua grande e complessa mobilità nei vari piani dello spazio.

Questa caratteristica “innata” della spalla, la espone a varie e complesse patologie, acute e croniche che dovranno essere ben valutate e riabilitate sia conservativamente che chirurgicamente. In questi ultimi anni, il trattamento riabilitativo conservativo e post-chirurgico ha ricevuto un notevole interesse ed impulso, con un conseguente affinamento sia delle tecniche chirurgiche che di quelle prettamente riabilitative e funzionali.

Anche le esigenze dei pazienti (dall’atleta di vario livello professionista o meno, all’adulto, all’anziano) hanno, giustamente, alzato l’asticella dei risultati richiesti al riabilitatore, pertanto non è più tollerabile circoscrivere le patologie di spalla ad una generica ed insignificante “periartrite di spalla”.

Una spalla “sana” sarà assicurata dal corretto allineamento G/O, reso possibile da un buon equilibrio biomeccanico e funzionale tra stabilizzatori passivi ed attivi. Il dolore sarà probabilmente il primo campanellino d’allarme di una carenza degli stabilizzatori passivi ed attivi…il recupero e/o il mantenimento di un buon equilibrio muscolare, oltre alla giusta tensione delle strutture passive, danno all’articolazione un’adeguata stabilità che riduce i rischi d’insorgenza delle patologie muscolo-tendinee, capsulo-legamentose ed osteo-articolari. Quando tali forze non sono ben equilibrate, il protrarsi dei gesti sportivi e delle attività quotidiane e lavorative, può determinare l’insorgere di una patologia di spalla che interessa indistintamente tutte le figure professionali, dalla casalinga alla segretaria, dal soggetto sedentario allo sportivo: nessuno risulta immune dal dolore di questo distretto, quando ci si muove  all’interno di un alterato “equilibrio fisiologico”.

La meccanica della spalla si basa sul perfetto equilibrio tra mobilità e stabilità delle articolazioni che la compongono;  tutto ciò è possibile dall’azione delle sue componenti passive: capsula (anteriore 4mm, posteriore 2mm), pressione intrarticolare e superfici ossee. Tutte queste strutture cooperano nel mantenere stabile il centro di rotazione della testa omerale sulla superficie glenoidea, che di natura è insufficiente ad accogliere la testa dell’omero…causa della naturale instabilità!

Il centro di rotazione G/O ideale è stato rappresentato come una varietà di punti situati entro 6+2 mm rispetto al centro geometrico della testa omerale. Rilevamenti tramite ecografia (sia con movimento attivo che passivo) hanno dimostrato delle traslazioni verticali, espressione delle forze verticali generate tra deltoide e cuffia dei rotatori. Ai fini preventivi e/o curativi, bisogna mantenere o recuperare l’equilibrio delle forze che assicurano un centro di rotazione ideale. Per la componente muscolare bisogna salvaguardare il giusto rapporto tra rotatori interni ed esterni (equilibrio orizzontale) e tra adduttori ed abduttori (equilibrio verticale).

Meccanismi stabilizzatori: equilibrio verticale—-(deltoide-cuffia); equilibrio ant/post—(sottoscapolare-sottospinato); muro anteriore (sottoscapolare-deltoide ant-CLB).

Stabilizzatori attivi secondo lo schema di F.W. Jobe:

  • Muscoli Protettori G/O: sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo, sottoscapolare;
  • Muscoli Pivot della scapola: trapezio, grande dentato, romboidi, piccolo pettorale, elevatore;
  • Muscoli Posizionatori: deltoide, gran dorsale, gran pettorale.

Fisiologia dell’abduzione: il movimento di abduzione rappresenta il risultato di un sinergismo tra i muscoli abduttori (deltoide-sovraspinato) ed i muscoli rotatori (in particolare i rotatori esterni: sottospinato e piccolo rotondo). La forza coattante e depressoria dei muscoli rotatori crea, insieme alla forza elevatoria del deltoide e del sovraspinato, una coppia di forze generatrice dell’abduzione. L’abduzione è classicamente suddivisa in tre tempi, in relazione ai gradi di movimento:

  1. 0°/90°: questo primo momento è favorito dai mm deltoide, sovraspinato e rot esterni;
  2. 90°/150°: il movimento verso l’alto è favorito dai mm pivot scapolari, trapezio e gran dentato, che determinano il ritmo scapolo-toracico;
  3. 150°/180°: in questa ultima fase viene interessato il rachide grazie ad una inclinazione laterale opposta favorita dalla contrazione dei muscoli paravertebrali; se le braccia si abducono contemporaneamente, la colonna si mantiene in asse ma ci sarà una accentuazione della lordosi lombare. In questa fase, quindi, saranno fondamentali la fisiologica ampiezza e l’elasticità delle curve rachidee: dorsi rigidi, lordosi ridotte o bacini retroversi, limiteranno i gradi di movimento…

Gli aspetti legati alla fisiologia dell’abduzione, lasciano ampio spazio ad applicazioni pratiche sia cliniche che rieducative: OSSERVAZIONE, VALUTAZIONE e TRATTAMENTO SPECIFICO!

L’OSSERVAZIONE del movimento ed il momento in cui esso si discosta dai normali schemi, possono costituire un elemento clinico fondamentale per la diagnosi e/o la valutazione: capire a quale muscolo o a quale distretto attribuire il deficit funzionale, indica la strada per il trattamento mirato e maggiormente efficace.

IL TRATTAMENTO SPECIFICO, dopo l’osservazione ed una adeguata valutazione, può essere l’esercizio terapeutico: la somministrazione dell’esercizio in termini sia biomeccanici che quantitativi, diventa una vera e propria “medicina naturale”.

Variabili dell’esercizio:

  • Scelta della “progressione del rinforzo” rispetto allo schema di Jobe;
  • Posizione;
  • Impugnatura;
  • Ampiezza del movimento ROM;
  • Resistenza;
  • Respirazione;
  • Numero di serie, ripetizioni, sedute settimanali;
  • Supporti esterni;
  • CORE STABILITY.

Dott/Ft Lorenzo Rossi                                                                                  Dott/Ft Francesco Inglese

 

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FISIOTERAPIA ITALIA, l’intervista.

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Cosa è per te la fisioterapia?

La Fisioterapia, la Riabilitazione, la Terapia Manuale sono una parte, ormai, della mia personalità!
Una professione dall’alto contenuto umano e sociale che può aiutare le persone in periodi specifici dello loro vita.
Potrei descrivere il mondo della Fisioterapia, ancora, come un “farmaco naturale senza controindicazioni”!

Quali sono le tue più grandi soddisfazioni professionali?

staff fisioterapia nutrizioneLe soddisfazioni arrivano ogni volta che il paziente compie insieme con me un programma di trattamento precedentemente concordato, fa “esperienza” di una Fisioterapia e Riabilitazione DiversaMente, magari, da quanto fatto altrove, risolve il suo problema o trova indicazioni e soluzioni che gli danno un nuovo Benessere.
Poi magari ne parla e manda altre persone che quando arrivano dicono “…so che sei/siete molto bravi e spero possiate aiutare anche me!”

Quali sono le tue principali specializzazioni?

La Terapia Manuale sicuramente.
All’interno di questo contenitore c’è tutto il bagaglio formativo/esperenziale pluriennale accumulato, a partire dalla formazione Universitaria alla Sapienza di Roma fino ad ogni corso fatto e tanti ancora ce ne sono in programmazione, per assicurare alle persone assistite sempre il massimo possibile.
In particolare amo sempre menzionare il mio percorso specifico in Terapia Manuale, cioè il “concetto Maitland”, frequentato presso l’IMTA.
Segnalo anche la mia specializzazione presso la scuola “Cure&Care Coaching Scool” (BASI, PRACTITIONER e MASTER PRACTITIONER OF NLP FOR HEALTH), PNL per professionisti sanitari, per acquisire ed accrescere tutti gli strumenti di una comunicazione efficace con i pazienti.

Su quali nuovi servizi stai/state lavorando?

Il nuovo centro “DiversaMente Benessere”, inaugurato ad Aprile scorso, offre il servizio di Fisioterapia e Riabilitazione, il servizio di Nutrizione e Coaching Nutrizionale, il servizio di fisio-palestra, ognuno con già tante proposte terapeutiche. In cantiere nuovi e vari progetti legati al coinvolgimento anche di altri professionisti sanitari (medici, fisioterapisti, osteopati, psicologi), ognuno con una specializzazione tale da offrire la massima professionalità.
Personalmente sto lavorando e formandomi alla “Clinica del Mal di Testa”, per offrire soluzioni e rimedi efficaci ad ogni forma di emicrania e cefalee.

Perché hai scelto di entrare a far parte del network Fisioterapia Italia?

Per me è stato quasi il naturale “approdo e conclusione” di un percorso che professionalmente mi ha rivoluzionato ed arricchito, grazie a persone e colleghi straordinari, parlo di Luca Luciani, Patrizia Luzi, Daniel Vittori e Giuliano Mari.
Entrare a far parte del network dei migliori centri di fisioterapia è stato un obiettivo importante.
Da una parte questa appartenenza è la conclusione di un pezzo di vita professionale ed umana, e dall’altro è l’inizio di un nuovo percorso che già fa intravedere nuovi obiettivi e risultati.

Di cosa possono essere sicuri i pazienti venendo nel tuo/vostro centro?

Innanzitutto di essere accolti in una struttura di cui ogni particolare (luci, suoni, odori, confort, design…) è stato studiato per garantire il piacere ed il benessere durante la loro “esperienza di trattamento”; ma soprattutto di essere presi in carico da professionisti sanitari che hanno l’obiettivo di perseguire con e per i pazienti il loro maggiore ed auspicabile stato di benessere psico-fisico.

Altro “punto di forza” della vostra struttura?

fisioterapia celenza sul trigno

…penso alla sua location, ed al panorama mozzafiato sulla valle del Trigno, che si può godere dalla palestra mentre si pratica la riabilitazione, il fitness.
Penso al suo terrazzo dove poter praticare specifiche forme di Fitness, e dove sembra di essere “sospesi” tra il cielo e la valle…

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